Logica Tre™ nasce con l’obiettivo di semplificare e portare un rinnovamento nelle procedure di analisi strutturale degli edifici.

Sistemi di Indagine e intervento

Indagine e risultati in tempo reale funzionali a scegliere la soluzione SIS.MI.C.A.™ più appropriata per la successiva fase di intervento.

Risanamento su edifici esistenti

Fase di diagnosi e risanamento della struttura esistente senza comportare alcuna interruzione delle funzionalità dell’edificio.

Senza Interventi chimici

Soluzione definitiva attraverso il naturale impiego di maschere in acciaio debitamente conformate, senza dover ricorrere ad interventi chimici.

Il sistema SIS.MI.C.A.™

Il sistema SIS.MI.C.A.™ nodo si applica alle strutture esistenti in cemento armato, in particolare ai nodi trave-pilastro non confinati. I nodi appartenenti a questa categoria sono tipicamente quelli situati sul perimetro della struttura con la distinzione fra nodi d’angolo e nodi di facciata. L’applicazione del sistema SIS.MI.C.A.™ è possibile anche per pilastri e travi in cemento armato, garantendo il confinamento degli elementi e eliminando il deficit di resistenza a flessione, pressoflessione e taglio. Le attuali norme tecniche per le costruzioni prevedono che quando una struttura giunge al collasso, questo debba avvenire secondo un’opportuna “sequenza” denominata “Gerarchia delle resistenze” o “Capacity Design” come definito nel mondo anglosassone. L’ordine di collasso ottimale richiesto per i nuovi edifici è dato dalla sequenza Trave-Pilastro-Nodo.Scopri di più

Vantaggi

Analisi dei pro per i soggetti coinvolti

I vantaggi dell’utilizzo del metodo SIS.MI.C.A.™ sono molteplici e possono essere distinti fra le varie figure coinvolte nel processo edilizio.

Per la committenza

  • Rapidità di esecuzione dell’intervento.
  • Possibilità di avere una rifinitura a secco (cartongesso, etc.).
  • Costo medio/basso.
  • Intervento reversibile.
  • Benefici fiscali Sismabonus!

PER I PROGETTISTI ARCHITETTONICI

  • Minima invasività grazie a un limitato incremento degli spessori dei pilastri.
  • Pregio architettonico se lasciato a vista.

PER LA DIREZIONE LAVORI

  • Facilmente controllabile.
  • Installazione semplice.
  • Tecnica ingegnerizzata.
  • Manodopera senza necessità di apposita formazione.
  • Intervento certificato.

PER I PROGETTISTI STRUTTURALI

  • Metodo di calcolo tradizionale e validato dall’Università di Bergamo.
  • Stesso materiale di cui è composto il cemento armato (acciaio).
  • Incremento di resistenza (taglio, pressoflessione, confinamento).
  • Applicabile a pilastri, nodi e travi.

Test di laboratorio e risultati

Il Prof. Ing. Paolo Riva, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni dell’Università degli Studi di Bergamo ha coordinato nel 2017-2018 gli studi sul sistema SIS.MI.C.A.™

Sismabonus

Con l’approvazione della legge di stabilità 2017 è stata introdotto in Italia il cosiddetto decreto “Sismabonus”.
Il Sismabonus si applica agli edifici esistenti e individua 8 classi sismiche (A+, A, B, C, D, E, F).

I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici esistenti possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata.

L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive.Scopri di più

Inquadramento normativo

Con l’entrata in vigore delle attuali norme tecniche per le costruzioni emanate attraverso il D.M. 17/01/2018 sono state introdotte importanti novità in merito ai nodi delle strutture in cemento armato al punto 7.4.4.2.
Come noto ai tecnici del settore è stata introdotta la possibilità di progettare strutture in cemento armato ipotizzandone un comportamento non dissipativo, questo aspetto può pertanto essere applicato a tutti gli elementi costituenti la struttura evitando di applicare i criteri di progettazione in capacità. Il concetto appena espresso non vale per i nodi, i quali vanno concepiti in modo che la loro rottura avvenga comunque per ultima nella gerarchia degli elementi.Scopri di più

Business24

StartUP

Fasi di

Applicazione

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Messa a nudo delle armature

Vengono messe a nudo le armature e si procede alla loro pulitura e passivazione. Da notare (in questo caso specifico di edificio costruito nella fine degli anni 70) la totale assenza di staffe nel nodo, il ridotto diametro delle staffe delle travi e i ganci a 90° delle staffe dei pilastri.

Notare l’assenza di staffatura nei nodi, l’esiguità del copri ferro ed i ganci di innesto dei filanti delle travi nel nodo.

Dopo la prima fase di localizzazione delle armature e dopo essersi accertati dell’effettiva mancanza di staffatura idonea, si procede alla posa in opera del Sistema secondo la procedura seguente.

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Foratura

Per l’alloggiamento dei tasselli di ancoraggio
Si esegue un foro della profondità prevista. Si provvede in un secondo momento alla pulizia e alla rimozione dei residui della foratura.

Nell’immagine a lato: Prima di procedere a forare il calcestruzzo, per prendere visione del posizionamento e angolo di inclinazione dei fori è stata utilizzata come dima la piastra SIS.MI.C.A.™

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Primo “Rinzaffo”

Per l’allettamento della mascherina

Prima di stendere la malta, bagnare la superficie del calcestruzzo con acqua.

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Posizionamento mascherina e iniezione della resina espossidica previa pulizia dei fori.

L’inserto viene posizionato al di sopra dell’elemento strutturale da rinforzare e viene fissato in via provvisoria al ferro di armatura presente in corrispondenza dell’angolo. Questa operazione facilita la fase di foratura. L’elemento funziona come una guida per la posizione dei fori da praticare nel calcestruzzo.

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Ancoraggio dei tiranti.

I tiranti di ancoraggio, anch’essi frutto di uno specifico calcolo di dimensionamento, vengono inseriti all’interno dei fori effettuati.
Prima di inserire la resina epossidica si deve avere cura di operare una adeguata pulizia dei fori.

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Ripristino del copriferro

Terminate le operazioni di fissaggio dei tiranti si provvede a ripristinare il copriferro rimosso precedentemente.
Il ripristino avviene utilizzando la malta strutturale fornita con il Kit e avente caratteristiche studiate ad hoc per applicazioni specifiche.
Lo spessore minimo di malta strutturale disposto sopra alla piastra deve essere di 15 mm.

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Risultati

Rispetto ad altri metodi di rinforzo, i nostri sistemi consentono di raggiungere risultati notevoli in modo molto meno invasivo, con tempi di intervento ridotti e senza interferire con l’uso quotidiano dell’edificio su cui si interviene, migliorando le caratteristiche degli elementi in cemento armato con la sola aggiunta di uno dei suoi due componenti: l’acciaio.
L’intervento non richiede inoltre manodopera specializzata!

Il ripristino del copriferro consente di rendere l’intervento di rinforzo invisibile a posteriori senza alcun impatto estetico sulla struttura.